I giorni a Vienna


I primi giorni (dalla fine dell'Agosto all'inizio del Settembre del 1980)

←Hotel Johann Strauss, nel cui attico stavamo la prima notte.

L'appartamento che sarebbe diventato la nostra casa nuova era molto vicino a qui. Quando l'abbiamo visitato la portiera del palazzo, che era una donna molto simpatica, ci ha accolto. Abbiamo detto che eravamo allogiati all'albergo perché eravamo arrivati troppo tardi. La portiera, peró, ha risposto che saremmo potuti venire anche a mezzanotte. Eravamo contenti che la portiera fosse sempre sorridente mentre ci mostrava la stanza.
L'appartamento si trovava vicino a centro della città. C'erano il teatro dell'Opera nazionale, la sala di Musikverein, la sala di Konzerthaus, il Duomo Stephans, il parco comunale, la chiesa di Carlo e il palazzo Belvedere ecc. in cui potevamo andare a piedi. Anche l'ambasciata del Giappone era molto vicina. Nonosante avessimo trovato questo appartamento per caso era adatto per noi.

↑Il portone del palazzo dell'appartamento
↓Il palazzo dell'appartamento in cui abitavamo
←L'atrio del palazzo

Tutti del palazzo erano più grandi di quelli giapponesi.
←La tromba delle scale
Essendo il palazzo antico che era stato costruito ottanta anni prima, c'era un mezzanino. Nostra stanza era al "primo piano" ma era infatti al sencondo piano ed era una camera dal soffitto alto che è un'altra peculiarità d'appartamenti antichi. Accanto al nostro palazzo c'era quello moderno il cui quarto piano era come nostro primo con mezzanino.
Vedendo i muri spessi e le finestre doppie, ho pensato che negli edifici di questo tipo la temperatura nella stanza non dovesse cambiare. Infatti non bisognava usare la stufa in inverno la cui temperatura all'aperto era di 10 gradi sotto zero e poi anche nelle estati molto calde la stanza era confortevole perché i muri tenevamo fuori il caldo.
Per noi giapponesi un appartamento ammobiliato non era normale. Inoltre, eravamo molto contenti che il servizio da tavola fosse attrezzato. Dal primo giorno non c'erano inconvinienti.
Nel nostro appartamento c'erano un soggiorno abbastanza grande, una cucina piccola e un camera da letto. A causa dell'altezza del soffitto suonava bene quindi le voci nostre diventavano poco a poco più tranquille.

Fumiko poteva parlare tedesco meglio di me inoltre, fondamentalmente, poteva adattarsi all'ambiente. Si abituava a fare la spesa subito e cucinava bene. Se fossi stato senza Fumiko non sarei potuto restare nella città straniera da solo.

Signor Professore Brabec con cui dovevo studiare privatamente il violoncello era in vacanza e non stava a casa quindi la lezione non era ancora cominciata. Fumiko doveva dare l'esame d'amissione all'accademia di musica nazionale però non c'era ancora il pianoforte a casa. Non essendo arrivati i bagagli che avevamo spedito via mare da giappone, la stanza era vuota e ci siamo sentiti insicuri in questi giorni.
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MY FAMILY &
PHILHARMONIEKAMMERENSEMBLE